Oltre la crisi
dei medici di base:
soluzioni concrete
un progetto
Benvenuti in una nuova puntata di Pillole di Salutis, il format di THS Academy che unisce prevenzione, salute e formazione in contenuti brevi, chiari e alla portata di tutti.
Nella puntata precedente abbiamo visto come la Farmacia territoriale stia assumendo un ruolo sempre più centrale nella prevenzione e nel monitoraggio della salute. Abbiamo anche chiarito come sia fondamentale distinguere tra urgenza e prossimità, per evitare che i cittadini confondano la Farmacia con un Pronto Soccorso.
Oggi vogliamo fare un passo avanti. Se sempre più persone si rivolgono alle Farmacie per avere un punto di riferimento, è anche perché manca un altro pilastro fondamentale della sanità territoriale: il medico di medicina generale.
Secondo dati recenti di FNOMCeO e ISTAT, in Italia oltre un milione di cittadini è già senza medico di base. E la previsione è allarmante: entro il 2027 circa 30.000 medici di medicina generale andranno in pensione, ma il sistema non è pronto a sostituirli.
Come possiamo costruire un sistema vicino, umano, efficiente anche quando il medico di base non c’è?
Durata dell'episodio: 6,5 minuti
Insieme al problema della mancanza di medici in futuro, c’è un altro tema consequenziale da affrontare: il sovraccarico di utenti per ciascun medico.
Attualmente, infatti, in alcune regioni un medico arriva a seguire più di 2.000 assistiti, ben oltre il limite teorico di 1.500. Se vogliamo scavare ancora più a fondo, in talune aree rurali e montane, semplicemente non ci sono più medici disponibili.
Attualmente, infatti, in alcune regioni un medico arriva a seguire più di 2.000 assistiti, ben oltre il limite teorico di 1.500. Se vogliamo scavare ancora più a fondo, in talune aree rurali e montane, semplicemente non ci sono più medici disponibili.
La domanda sorge, quindi, spontanea: quando il medico di base manca, chi si prende cura del cittadino?
Per necessità i cittadini iniziano a rivolgersi a chi è più vicino, ovvero alle Farmacie, Parafarmacie, Ambulatori, Studi medici privati, fino ad arrivare alle Aziende che offrono servizi sanitari ai propri dipendenti. Realtà che, proprio come abbiamo visto nella scorsa puntata, possono – se ben organizzate – diventare veri presìdi di prevenzione.
Per necessità i cittadini iniziano a rivolgersi a chi è più vicino, ovvero alle Farmacie, Parafarmacie, Ambulatori, Studi medici privati, fino ad arrivare alle Aziende che offrono servizi sanitari ai propri dipendenti. Realtà che, proprio come abbiamo visto nella scorsa puntata, possono – se ben organizzate – diventare veri presìdi di prevenzione.
Ma attenzione: questo spostamento della domanda non può avvenire senza una strategia chiara.
Non possiamo aspettare che la carenza dei medici diventi emergenza conclamata per poi correre ai ripari.
Occorre agire ora:
• mettendo in rete tutte le risorse disponibili sul territorio,
• investendo in modelli di sanità integrata
• sostenendo chi già oggi offre servizi di prevenzione e monitoraggio con strumenti digitali, refertazione specialistica e avviare protocolli condivisi.
Pensiamo a un caso concreto in un comune del centro Italia, 1.200 cittadini sono rimasti senza medico per oltre sei mesi. La Farmacia locale, grazie a un sistema di telemedicina, ha attivato un servizio di monitoraggio della pressione e del rischio cardiovascolare, con refertazione a distanza da parte di specialisti. Il risultato? Oltre 70 casi a rischio sono stati intercettati e inviati ai servizi territoriali per una presa in carico più rapida.
Pensiamo a un caso concreto in un comune del centro Italia, 1.200 cittadini sono rimasti senza medico per oltre sei mesi.
La farmacia locale, grazie a un sistema di telemedicina, ha attivato un servizio di monitoraggio della pressione e del rischio cardiovascolare, con refertazione a distanza da parte di specialisti.
Il risultato? Oltre 70 casi a rischio sono stati intercettati e inviati ai servizi territoriali per una presa in carico più rapida.
È questo il tipo di sinergia che serve oggi: il Farmacista come facilitatore della salute, lo specialista in supporto da remoto, la tecnologia a connettere i punti e il cittadino al centro, consapevole e informato.
La carenza dei medici di base ci impone un ripensamento collettivo. È indiscutibile, ormai, che serve una nuova cultura della sanità di prossimità, costruita su responsabilità condivise, strumenti concreti e una visione chiara.
La carenza dei medici di base ci impone un ripensamento collettivo.
È indiscutibile, ormai, che serve una nuova cultura della sanità di prossimità, costruita su responsabilità condivise, strumenti concreti e una visione chiara.
Una visione che metta al centro la prevenzione, la qualità della vita e la dignità del lavoro di ogni professionista della salute.
Ma la riflessione non si esaurisce qui.
Sempre più persone, soprattutto i più giovani, scelgono di rivolgersi a servizi online per ottenere rapidamente un consulto o un’indicazione sanitaria. Questo a nostro avviso rappresenta un segnale chiaro: la domanda di salute c’è, è crescente, ma spesso non trova risposte adeguate nel sistema tradizionale.